Gli appuntamenti della Settimana Santa

La Settimana Santa è il periodo del Grande Rito in cui si celebra la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo

Il racconto evangelico del memoriale che, partendo dall’entrata in Gerusalemme, attraverso il Golgota, fino alla Pasqua di Resurrezione, costituisce per la Chiesa e per i credenti un percorso liturgico mirato alla salvezza dell’uomo ed al giusto della vita.

Questo memoriale viene vissuto e rappresentato nelle varie regioni italiane con riti e cerimonie che sono sì espressione di fede ma anche di simbolismo e di tradizioni locali, maturate e condivise dalla popolazione nel corso degli anni.

In moltissime di queste il folclore si mescola alla tradizione e alla fede popolare che vede trasformare il dramma della Passione di Cristo in dolore terreno.

Le rappresentazioni teatrali che si svolgono nei paesi e nelle borgate, soprattutto il giorno del Venerdì Santo, rivivono il dramma liturgico con una scaletta di recitazione che, partendo dal tradimento dell’uomo e dall’assassino del Cristo, si materializza e si concentra nel dolore materno umano per la perdita del figlio.

La settimana santa inoltre è ricca di simboli che derivano in parte dal racconto evangelico (la croce, la corona di spine, i chiodi, la lancia, i dadi da gioco, il gallo) ed in parte da consuetudini pagane (la croce intesa come simbolo dell’universo terreno, degli elementi, del quadrato, delle stagioni, delle virtù cardinali, degli evangelisti; l’uovo, simbolo di fertilità, che diventa nel cristianesimo il simbolo della rinascita, della resurrezione del Cristo).

Tutti questi simboli diventano un tutt’uno con il rito e si inseriscono pienamente all’interno della festa.

Abruzzo

In Abruzzo i riti della settimana santa iniziano il Venerdì Santo e proseguono fino al lunedì con la festa dei Talami di Orsogna.

Di particolare significato religioso sono le processioni del Venerdì Santo di Chieti, di Lanciano, di Sulmona e di Teramo

A Chieti la processione del Venerdì Santo, risalente al XVI secolo, è curata dall’Arciconfraternita del Sacro Monte e vede la partecipazione di tutte le dodici congreghe cittadine, vestite con mantelline di diverso colore e cappuccio, che portano ciascuno i simboli della passione (il Cristo morto, l’Angelo alato, le lance, il sasso, la scala, l’Addolorata). Al termine dei simboli vi è il feretro del Cristo. Il Miserere di Selecchy, composto nel 1740, fa da sottofondo al corteo funebre.

Lanciano la processione, risalente al XVII secolo, è gestita dai confratelli dell’Arciconfraternita Morte e Orazione di San Filippo Neri che percorrono il centro storico con il volto coperto in segno di penitenza per il tradimento di Cristo. 

La processione si apre con la Pannarola vessillo triangolare nero dalla cui cima si dipanano lunghe corde tenute dai bambini. 

A seguire i talami con i misteri della Passione, il Cireneo che, a piedi nudi, trascina la croce in legno, la statua del Cristo Morto e le statue delle tre Marie (Addolorata, Maria di Magdala e Maria di Cleofa).

Sulmona, la processione del Venerdì Santo risale all’ultimo decennio del Seicento. Inizialmente la processione fu gestita dalla Compagnia dei Nobili, ora a gestirla è la Confraternita della Trinità i cui membri sono vestiti con un saio rosso e con in testa un soggolo bianco. L’imponente processione, formata dalla banda, due mazzieri, portatori di lampioni, coro, parroco ufficiante, statua del Cristo Morto, confratelli trinitari, statua della Madonna Addolorata, Dignitari, autorità cittadine, “Capo dei Sacrestani d’Onore” e capi processionieri, si snoda per le vie cittadine.

In Piazza Garibaldi si assiste allo scambio di consegne tra i Confratelli della Trinità e quelli della Madonna di Loreto in cui i primi cedono il Tronco, le statue del Cristo morto e della Madonna ai secondi.

Durante il corteo il coro avanza per le strade con lo “Struscio” cioè strusciando i piedi per terra. Anticamente questo era l’incedere dei penitenti che partecipavano alla processione con le catene ai piedi come atto di mortificazione e penitenza. 

La domenica di Pasqua si svolge la sacra rappresentazione denominata La Madonna che scappa in Piazza” in cui l’Addolorata perde l’abito nero per apparire vestita in verde per incontrare il figlio Risorto.

A Teramo la processione del Venerdì Santo risale al XIII secolo e si realizza con due processioni quella della Desolata e quella del Cristo Morto. Le processione sono organizzate dalle Arciconfraternite della Annunziata detta anche dei Cinturati, della Cintola e del SS. Sacramento.

Il sacro corteo dell’Addolorata, chiamata anche “Desolata”, si muove alla ricerca di Gesù. La processione del Cristo Morto è preceduta da una serie di statue e simboli cristologici.

Orsogna, il Lunedì di Pasqua, si svolge la sfilata dei talami. La sfilata è composta da sette carri, ognuno raffigurante una sacra rappresentazione del Vecchio e Nuovo Testamento, si snoda tra le vie del paese. L’ultimo carro, denominato “carro del dono”, è riempito di covoni di grano e viene donato alla Madonna in segno di devozione e buon auspicio.

Calabria

In Calabria i riti della settimana santa iniziano il Giovedì Santo con i Sepolcri. Tra i più significativi per ritualità, crudeltà espiativa e rappresentatività sono da segnalare i Vattienti di Nocera Terinese, la rappresentazione della Giudaica di Laino Borgo, la processione delle Varette a Cassano Jonio e il Caracolo a Caulonia.

Nocera Terinese

In questa località calabrese si svolge un rito, unico per il suo svolgimento e per la crudeltà dell’espiazione, “I Vattienti” (flagellanti). La processione si svolge il venerdì ed il sabato che precede la Pasqua ed è formata dalla statua dell’Addolorata e da circa 150 uomini che praticano, in segno di penitenza, il rito del sangue. Questo rito consiste nell’uso del vattiente, uno strumento costituito da un “cardo” che è un pezzo di sughero in cui sono inseriti 13 pezzi di vetro appuntiti simboleggiati i 12 apostoli ed il Cristo, e dalla “rosa” che consiste in un pezzo di sughero ben levigato utilizzato per preparare la pelle.

Il penitente indossa degli abiti scuri, una maglia nera e corti pantaloncini, gambe scoperte per la flagellazione ed è accompagnato da un ragazzino, l’Acciomu, che cammina dietro il vattiente legato a lui con una corda.   

La flagellazione inizia prima davanti la propria casa e poi davanti alle abitazioni di amici, parenti, Chiese e icone votive fino ad arrivare all’Addolorata.

Laino Borgo 

A Laino Borgo viene messa in scena “La Giudaica” antica rappresentazione sacra in costume su un testo del ‘700 per rivivere la Passione di Cristo davanti al Santuario della Madonna dello Spasimo fatto costruire nel 1557 da Domenico Longo.  

Cassano Jonio

La processione delle Varette è un rituale molto anticoformato da statue di cartapesta che rappresentano il mistero di Cristo legato alla colonna, coronato di spine, che prega nell’orto, deposto dalla croce, morto nella bara, asciugato da Veronica, Pilato, Giuda e la Maddalena ed a seguire i disciplìni, degli uomini incappucciati, scalzi, che si flagellano per penitenza.

Caulonia

La processione del Caracolo (chiocciola) si svolge il sabato santo a Caulonia.  E’ un lento intercedere della processione delle statue e dei fedeli coronati di spine che, partendo da diverse Chiese si riuniscono al punto centrale del paese. Da qui parte il corteo che attraversa il centro storico di Caulonia e le chiese più importanti, attraverso un percorso lento ed a forma di chiocciola.

Sicilia

La settimana Santa in Sicilia è un racconto fatto di fede, folclore e storia. La complessità dei contenuti e dei simboli sono il risultato degli influssi dei popoli che nel tempo hanno dominato l’isola. 

Tra le celebrazioni più significative troviamo la processione dei Misteri a Trapani, il Ballo dei Diavoli a Prizzi e la processione del venerdì Santo a Enna.

Enna

La settimana Santa di Enna è costituita da una serie di processioni religiose di origine spagnola in cui sfilano circa 2.500 confrati incappucciati appartenenti a 16 confraternite, che portano i fercoli di Gesù morto e della Madonna Addolorata, sulle note di diverse marce funebri.

Trapani

A Trapani il Venerdì Santo si svolge la Processione dei Misteri che si protrae per quasi 24 ore ed è considerata la più lunga manifestazione religiosa italiana e tra le più antiche.

Venti sono i complessi statuari, realizzati tra il XVII e XVIII secolo, di cui diciotto sono le raffigurazioni dei Misteri che rappresentano la Passione e Morte di Cristo e due sono i simulacri di Gesù Morto e di Maria Addolorata, che percorrono le vie della città per tutta la notte. Ogni gruppo è portato a spalla da non meno di dieci uomini con una cadenza particolare che ne consente una certa oscillazione durante il trasporto, ‘l’annacata’ appunto, che rappresenta uno degli aspetti più caratteristici della processione.

Prizzi

Il Ballo dei Diavoli a Prizzi, nel Palermitano, costituisce nell’ambito delle manifestazioni della settimana Santa in Sicilia quella più caratteristica per il significato e per i personaggi che vi prendono parte.

Tra i personaggi abbiamo i diavoli con tute rosse e una maschera con le corna a nascondere il viso che corrono per le strade, bussano alle porte e catturano simbolicamente le anime dei passanti per impedire l’incontro festoso tra le statue del Cristo Risorto e della Madre. Alla fine i diavoli sono sopraffatti e muoiono uccisi dagli angeli armati di spada e incitati dalla popolazione.

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